Io ho qualcosa che non va. E non lo dico scherzando.
Lo dico perchè qualche ora di solitudine e un po' di riflessione mi hanno portata a questa conclusione.
Soffro e sto male per delle cose che, conoscendomi, tra un mese o forse anche meno, non avranno più alcuna importanza, non solo nella mia vita ma anche nei ricordi.
Non è facile spiegarmi.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Sono una persona che si butta a capofitto nelle situazioni, senza ritegno, senza timori. Me le godo, me le vivo, faccio e dico quello che mi ho in mente senza nascondermi dietro tattiche o strategie.
Facciamo un esempio: il giorno dopo halloween mi sono ri-vista con S. dopo anni. Anni in cui per me lui è sempre stato un bellissimo ricordo, una bella persona, che non ho più frequentato per rispetto a una relazione che per me valeva un mondo. Non era
esattamente un amico: per me è molto difficile chiamare amico chi prima è stato un amore. Era un ricordo appunto, talmente piacevole e rassicurante da volerlo ancorare al mio presente. Era una persona che rispettavo e stimavo, a cui avevo dato tanto in quei pochi mesi di frequentazione, e che mi aveva regalato altrettanto in tutta la sua genuinità e tutta la sua freschezza. Un ragazzo pulito e sincero, divenuto un uomo forte e buono. E quindi, anche se non ci vedevamo più, nemmeno per
bere qualcosa, come ogni tanto facevamo, a me faceva un piacere infinito sentirlo anche solo con un sms.
Dicevo, il giorno dopo halloween decidiamo di ri-vederci. C'era già stato un suo tentativo di riavvicinarsi a me, qualche tempo dopo che ero tornata single, proprio come lui, ma avevo rifiutato sorridendo:
non ero pronta, avevo bisogno del tempo per me, nonostante tutti i miei discorsi leggeri. Avevo davvero la necessità di stare da sola. E così ho fatto. Ho detto no e ha capito.
Ovviamente.
Poi non so cosa mi è preso quella domenica pomeriggio: ho visto una sua foto della serata precedente, truccato per halloween.
Sexy. Sexy da morire. E lo volevo. Lo volevo così fortemente da lasciare da parte la mia pseudo-timidezza e di cercarlo, anche se in modo
non esplicito: complice un film che entrambi adoriamo, mi sono ritrovata a tessere un dialogo un po' studiato, lo ammetto, per potere finalmente sentirmi dire "
Vieni da me a vederlo?".
Sì. Subito. Lui nemmeno se lo aspettava, credeva rifiutassi, ancora, talmente convinto del mio no, che si è quasi spaventato all'idea di dover sistemare casa prima del mio arrivo.
In molti dicono di ottenere sempre ciò che vogliono: io non credo sia vero, ma quella sera ce l'ho fatta.
Qualche ora dopo, ero da lui, a chiaccherare in salotto del più e del meno, come se non ci vedessimo da qualche settimana, invece che da tre anni, e poco più tardi sul suo letto, ognuno dei due dalla sua parte a vedere quel film in
dolby surround, che per quanto bello, mi sembrava interminabile. Non ho cercato nessun contatto, non volevo sembrare arrogante, e ho aspettato che facesse il primo passo. Un passo tenero e dolce: mettere una sua mano, così calda e grande, sui miei piedi, piccoli e infreddoliti. Tutto qui. Una frase dolce e il film che continua... Qualche parola ogni tanto, ma niente di che.
Titoli di coda. Qualche parola ancora e lui che mi copre con quel piumone verde. Mi abbraccia dicendomi che è così tanto che non stavamo insieme:
una vita. Passano i minuti, e noi rimaniamo così, abbracciati, forse entrambi bisognosi d'affetto: in fondo non conosco la sua storia recente, non so cosa gli sia successo, non so se anche lui si è ritrovato col cuore spezzato o di fronte a una grande delusione. Non lo so e non chiedo niente perchè non voglio rovinare quel momento perfetto, i nostri corpi incastrati, quasi avessimo freddo. E stiamo così, fermi, occhi negli occhi, senza dire più niente, sento solo la sua mano che mi accarezza il viso e lo fa a lungo, sembrava volesse proteggermi, chissà da cosa o da chi, sembrava mi stesse dicendo "
Va tutto bene, gioia, ci sono qui io".
Gioia. Mi ha sempre chiamata gioia.
Bhè, il resto è storia. Sono tornata a casa alle 3 di notte col trucco un po' sfatto, mi ha baciata sotto casa con una dolcezza infinita. E bon.
Come dicevo qualche post fa è una forte attrazione fisica che mi lega a lui. C'è un grande rispetto e un forte affetto, ovviamente, ma è il lato fisico che mi ha sempre fatta impazzire di lui. Quegli occhi neri, quei tratti meridionali, quelle mani grandi, quella barba un po' incolta.
Ci sentiamo quasi tutti i giorni, ma in modo leggero e divertente. Nessuna pressione, nessuna finzione. Giochiamo, come abbiamo sempre fatto, qualche frecciatina su facebook, qualche messaggino carino.
Ma io voglio una replica, io voglio sentire ancora quelle mani sulla mia pelle. Non ce n'è. Abitando così vicini, rispetto a prima, è tutto così facile.
Passano due settimane esatte ed eccomi che torno da
lui, mi aspetta sulla porta di casa, vuole un bacio.
Pomeriggio-serata noi due, ancora, al caldo, con un altro film a farci compagnia (come se servisse), la scusa buona per rivedersi ancora. E come avevo scritto, il film anche questa volta l'abbiamo visto, anche se con diverse interruzioni, perchè questa volta la strada la conoscevamo già, sapevamo come sarebbe andata a finire, non c'era più nemmeno quel briciolo di pudore del primo incontro. Ma non riesco a dire che è solo sesso, perchè è qualcosa di emozionante, dolce, avvolgente. Ore passate abbracciati a giocare, ridere, parlare... Lui che mi spiegava le regole del rugby (ci gioca) e io incuriosita come una bambina stavo ad ascoltarlo, seguivo le sue labbra che si muovevano e facevo mille domande. Un'infinità di
coccole e dolcezze, che elencarle è inutile.
E si ripete la stessa scena nei giorni successivi, qualche messaggio, qualche battuta, frivoli e spensierati come solo noi, che ci conosciamo da quasi 7 anni potremmo essere.
Però. C'è uno strano senso di possesso in me, cazzo. Una voglia che non si è ancora saziata.
Non fraintendetemi però:
io, lucidamente non voglio niente di più... Nonostante tutto ciò che di bello penso di lui, non credo che una frequentazione più seria sia possibile. Voglio altro, da una relazione. Cioè, voglio tutto questo (la dolcezza, la passione che ti fa tremare, le risate e la complicità, lo spirito di iniziativa) ma anche altro. Voglio un uomo che condivida almeno alcune delle mie passioni, che abbia una profondità d'animo tale e perchè no anche una certa cultura per capirmi davvero e fino in fondo. Non voglio sembrare arrogante, ma c'è una soglia minima sotto la quale io non voglio più scendere.
So che l'amore non è lucidità, non è razionalità e tutte quelle altre frasi fatte che si scrivono sulla smemoranda in terza superiore. Ma questa è la mia realtà, perchè dalle relazioni che ho avuto in passato, qualcosa ho imparato, almeno su di me.
Direte: qual'è il problema? Goditelo finchè dura
(ahah, che frase a doppio senso!).
Ho degli attimi di nervoso, di fastidio. Perchè parto da un presupposto sbagliato quando si tratta di rapporto uomo/donna... Vorrei che tutto andasse come io me lo immagino, vorrei che il lui di turno dicesse quello che direi io e che si comportasse come io farei al suo posto.
Grave, gravissimo errore di prospettiva.
Ne sono conscia, ma non riesco a gestire questa parte di me. Provo uno strano senso di soffocamento.
Il fatto che lui non mi scriva in quei 5 secondi che lo vedo collegato o che non sia libero la sera che voglio io mi fa rimanere male. Ma non di un male che dopo qualche minuto "
ok chissene". Un male che mi rimane dentro, che mi rende insicura. Ho bisogno di conferme continue, e di questo me ne sto rendendo conto solo in questo periodo. Il succo di questo discorso è: soffro per una cosa a cui non do nemmeno importanza. Voglio essere cercata in continuo, il che non è solo impossibile per questioni tecniche (sai com'è, ha un lavoro, gli allenamenti, degli amici, la palestra) e incoerente (sono la prima che si stufa e che definisce appiccicosi i ragazzi che stanno addosso) ma anche sciocco.
Insomma. Non sono la 25enne in gamba che molti pensano io sia. Sono una ragazza insicura, che ha bisogno di conferme dagli altri, sia da un ragazzo con cui sta bene, che da un'amica che non risponde a un msg.
Questa è la dura realtà.
Come dicevo prima però, non so come gestirla, come affrontarla e almeno tentare di migliorarmi e risolverla: credetemi, non è per niente bella questa sensazione di solitudine e di abbandono, una sensazione totalmente irrazionale.
ps: aggiornamento necessario. Stasera vado al cinema con
lui.
ps2: aggiornamento ulteriore delle 03,41: siamo usciti, ma al cinema non c'erano posti. Serata in un locale di Milano con un paio di suoi amici. Mi sono divertita. Non siamo stati appiccicati tutto il tempo, anzi, e ho apprezzato molto questa cosa... Ogni tanto uno sguardo, una coccola, un abbraccio o mi sfiorava le mani, come a sottolineare che fossi off-limits per altri. Poi vabbhè... Quando siamo rimasti soli... Ma questo è un altro discorso.