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★LaPam... 'è tutta virgole e puntini di sospensione'.
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La figlia di Manhattan

29/10/2009
commenti (2)
Quand'è che la gente smetterà di parlare di velo come di burqa, di burqa come di niqab, di niqab come di chador?
Insomma, quand'è che la gente si degnerà di prendere in mano un cazzo di dizionario per capire di cosa stia parlando?

IgnorantiPecoroni.

Odio i discorsi da bar. Li odio ancora di più quando sono fatti con voce grossa e farciti di stronzate.
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16/09/2009
commenti (6)
No, non sono sparita. Sono solo nel pieno della sessione autunnale e quindi oberata di studio e esami. Ma ce la sto facendo, per ora. Ancora uno e poi se ne riparla a gennaio.

Oggi, dopo un esame (andato bene) appunto, mi sono trovata con il mio Luchino, quello preferito, per un pranzetto chinastyle. Belli Lapam & Luchino. Pensare che un anno fa in questo periodo stavamo organizzando il viaggio a Londra, che meraviglia! Io gli ho proposto Stoccolma, ma per il momento tentenna. Lui ancora non sa che ci viene per forza. Hihi :) ppl!

Non ho altri grandi novità. A  parte una delusione grande come una casa. Un ragazzo (ma vah?!) che sia per carattere che per estetica per me rappresenta(va) l'Uomo, quello con la U maiuscola. Un ragazzo conosciuto qualche anno fa, frequentato per poco per ragioni di forza maggiore, che però ho sempre sentito in questi anni, senza malizia, proprio perchè mi piaceva come persona, non solo come ragazzo. Bhè, si è rivelato un ipocrita e un falso, un bugiardo patentato che dovrebbe solo vergognarsi, non solo nei miei confronti.

Non posso andare più nello specifico, mi spiace...

Per il resto solita, piacevole vita. Qualche progetto e poco altro...



Sto bene.
Mi manca qualcosa, ma sto bene.

ps: beccatevi questo, ma per favore prima cliccate su HD, se no si vede male :)
04/06/2009
commenti (3)
Il + bel regalo di compleanno?

un 30 e Lode

con annessi i complimenti della docente.


Spettacolo!


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25/03/2009
commenti
Anche nel mondo accademico, se una persona è meravigliosa, rimane tale.

Grazie Prof.

Non ha idea di quanto Le devo.





La scuola è esperienza.
Mica normalizzazione.

tratto da Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli

Non mi stancherò mai, mai, mai di ripeterlo!
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26/01/2009
commenti (6)
La settimana è iniziata male: arrivo in biblioteca e OGNI santo posto è occupato da universitari sclerotici in preda a crisi convulsive.

Ma. (Sì perchè c'è un MA) Pochi minuti dopo mi arriva una chiamata per un (lontano, ipotetico) lavoro, come MEDIATRICE CULTURALE. Unbelievable!

E' tutto un SE e un MA, non mi illudo, ma se dovesse andare in porto sarebbe una figata, anche con un contratto da 4 soldi.

Forse, e dico forse, inizio a capire davvero cosa mi piace, cosa mi dà soddisfazione.

(Nota non da poco: lunga, lunghissima camminata oggi nella mia MILANO sotto un sole tutto strano, che sapeva di primavera e neve insieme... 3doors down nelle orecchie, nessun pensiero in testa *freedom*)

E devo prendere ancora UNA decisione, pesante come un macigno per riuscire poi a gestire al meglio i prossimi mesi, in vista di tutto: un primo lavoro serio, gli ultimi fottutissimi esami, la tesi, la laurea. TUTTO.

Me stessa anche. E quest'anno le vacanze estive non me le toglie nessuno. Giuro!

E magari poi si parte, chissà per dove... Australia, Londra o chissà.
E c'è quel master per LS2 che così tanto ispira, o magari una specialistica, anche se sono in ritardo di mille anni...
E cento corsi che vorrei seguire...

Il russo da migliorare, lo spagnolo da imparare, il tedesco da recuperare.

Il mio prediletto inglese da mantenere, il francese da correggere.

WOW.

Sì, ecco.
WOW!




Sì, sono come gli (altri, perchè anche io faccio parte della categoria) universitari SCLEROTICI! Yeah!
21/01/2009
commenti (5)
Il morale è davvero sotto i tacchi, rigorosamente a spillo, ma pur sempre sotto i tacchi.
L'esame andato male è la causa principale di tutto.
Devo smetterla di nascondermi dietro a un dito. Sogno Londra, l'Australia, New York e pure la Tasmania, ma non mi decido a prendere seriamente una decisione.

Se l'esame fosse andato come avevo sperato, sarei qui, sorridente, a scrivere che come al solito mi ero preoccupata per nulla. E invece mi ritrovo con gli occhi gonfi di lacrime, umiliata, ferita, demoralizzata da me stessa.

Non ne posso davvero più.

E' una sensazione che mi uccide. Non sto semplicemente piagnucolando perchè sono triste: sto piangendo a dirotto perchè sto male da morire.

E non riesco a fermarmi.

Nemmeno l'abbraccio simbolico di mio padre è stato d'aiuto. Nemmeno la sua battuta, il suo sorriso, il suo spirito.

Non riesco a consolarmi.

'Sfogati'... pensa una parte di me.
In realtà non ho bisogno di sfogarmi, lo faccio così spesso che il mio cuscino è zuppo di mascara e fard...

Ho bisogno di un successo personale. Di una soddisfazione.

Eppure sono consapevole del fatto che per me, da sempre in lotta con le mie debolezze, con la mia insicurezza, nemmeno il più grande dei successi sarebbe sufficiente a calmare quest'ansia, queste lacrime.

Ho 24 anni e mi sento vecchia. In ritardo su tutto. Mi sento un po' persa, perchè gli altri hanno già fatto tutto quello che mi ero prefissa io qualche anno fa.

Dov'è finito il mio sorriso? E quella spensieratezza che mi rendeva così briosa e frizzante?


Basta.
Ho finito i fazzoletti.
06/01/2009
commenti (2)
Dunque. Per me il 2009 serio inizia domani, finite tutte le feste.
E domani mattina ci sarà il duro (durissimo!) verdetto della bilancia, che in queste due, tre settimane sono stata ben attenta a evitare. Domani sarano -7, ma non parlo della temperatura alpina (la neve continua a regalarci sorprese quest'anno) bensì sono i giorni che mi separano da quel dannato esame che non riesco a passare.

E vi prego, vi scongiuro. Niente frasi di circostanza tipo 'Ma dai che sei bravissima ce la farai'. Primo perchè di zie anziane e un po' rincoglionite ce ne ho fin troppe. Secondo perchè, sarò pure una cima in quello che mi piace, ma quando una cosa parte col piede sbagliato torno a essere quella bambina di otto anni che proprio non ne voleva sapere di imparare le divisioni. Le moltiplicazioni, yeah, figherrime! Le addizioni, wow, simpatiche! Le sottrazioni, ok, accettabili. Ma le divisioni no. Zero proprio.

Da domani dieta e studio.
Nient'altro. (Ah, in teoria palestra, ma la mia 'mika è ammalata, quindi rimandiamo l'iscrizione.) Ho persino rifiutato l'ultima richiesta di traduzione fatta da uno studio con cui ho collaborato di recente. A parte che mi stanno vagamente sulle palle perchè me lo hanno detto all'ultimo minuto... Quindi mi è toccato prendere la triste decisione di negarmi -.- con la speranza che non spariscano per sempre dal già breve elenco di coloro grazie ai quali posso permettermi un nuovo paio di scarpe.

Yeah.

La tesi assorbe ogni altro minuto libero. Davvero, che fatica. Ora che davvero inizia ad avere vita e forma sua, sono soddisfatta ma allibita ogni volta che la stravolgo, ricorreggendola, spostando o cancellando interi paragrafi perchè "no, così non suona...".

Per il resto, routine. Sarà ancora per un po' routine. Solite cose, soliti giri. E la cosa un po' mi scazza, voglio davvero andarmene. Non ho ancora capito se mi basterebbe allontanarmi solo di qualche km, o se l'estero è davvero il richiamo più forte.

Chi vivrà vedrà, no? Lo dicono tutti. Sarà vero però?

In fondo sono ancora convinta del fatto che sia meglio essere all'estero a fare la commessa che qui a marcire tra le risaie innevate.

Che poi invece mi piacerebbe tradurre romanzi a vita, insegnare italiano come LS o L2, lavorare come impiegata commerciale italia-estero, o chessò sfilare per Armani, ma... Bhè questo è un altro discorso...



Sarà sicuramente un GOOOOOOD MORNING!
24/12/2008
commenti (2)
Domani è Natale. (Ma vah!)

E non credo di essere pronta, moralmente e fisicamente. Il pranzo, i parenti, i regali da consegnare...

Uff.


Sono in un momento di indecisione profonda e seria, sul mio futuro, e mi tocca stare qui a perdere una giornata intera. Certo che se vivo anche il Natale in questo modo, non sono messa proprio bene.

Il mio problema? Progetto, organizzo, massimizzo i tempi e poi... Puff, mi perdo in un bicchiere d'acqua.

Cosa fare una volta finita questa benedetta università? No, la specialistica no. Un master molto probabilmente, un master di Primo Livello, un annetto, per alcuni addirittura meno, ma questa volta non c'è nessuno che mi consigli sul da farsi, devo e voglio capire e scegliere da sola con me. Per quanto mi possa scervellare razionalmente mi rimangono molti dubbi. Ho il timore che quello che mi piace fare non valga un bel niente nel mondo del lavoro.

Ecco, ecco torno sempre al solito punto. E' da alcuni mesi che non faccio altro che pensare a cosa farò nel futuro senza concentrarmi sul presente, senza godermelo.

Che tristezza, ho 24 anni e mi sento in ritardo sulla tabella di marcia, come se essere in ritardo con l'università sia un peccato mortale. Come se fossi una buona a nulla. Come se non contasse niente il fatto di avere lavorato, di avere fatto altre esperienze e di essere magari anche più preparata dal lato pratico di molti secchioni chiesa-studio. Cazzo, mi dico io, il mio curriculum non è poi così male, e allora di che mi preoccupo.

Possibile che non riesca a guardare oltre le paure e l'angoscia generale, possibile che ogni volta che sento la parola crisi penso a quella economica che ci spacciano al tg e non a quella di nervi che mi verrà se continuo a tartassarmi in questo modo?

Voglio troppe cose. E non riesco a decidermi.



Ecco.
Ecco tutto.

E nonostante questo post angoscioso, vi auguro di cuore un sereno natale! :)

Un abbraccio


la vostra inconsolabile ma inaffondabile Pam!



ps: domani sera posterò le foto del meraviglioso presepe di Papàpam, promesso