La figlia di Manhattan
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E' finita la sessione di esami. Non è stata brillante come quella estiva, niente 30, niente lode. Ma visti certi professori, non si può pretendere di più. (
Per la serie: se non lasci rispondere lo studente, come diavolo fai a sapere se è preparato o no,
brutta stronza?!)
Comunque mi sento più o meno così:
Rilassata.
So che durerà poco, molto poco però.
I prossimi (
e ultimi!!!) due esami sono a gennaio. Ho da preparare 7 libri per ogni esame. Se la matematica non è un'opinione, il totale è 14 libri.
14 libri in 3 mesi. Contando che tra qualche settimana vado ad Amsterdam e che nel periodo di Natale studiare è sempre stato un problema per me.
Si può?
Si deve.
Secondo voi, è normale che, qualsiasi libro abbia tra le mani, nel momento stesso in cui leggo l'ultima frase dell'ultima pagina, mi viene la pelle d'oca?
Oggi ho finito "
Se domani farà bel tempo" di Luca Bianchini. Un romanzo carino, una storia tra le tante, non la trama di una vita. E anche questa volta mi sono ritrovata a fare i conti con un brivido freddo.
Sintomo di (prevenuta e
forse esagerata) nostalgia per qualcosa che è finito.
Che reazione strana che mi danno i libri.
Una soddisfazione che solo loro possono.
Da quando sono (tornata) single, leggo molto di più, anche se non c'è una vera spiegazione logica. Non è che ho più tempo o meno impegni, anzi, forse è il contrario. Forse mi sento un po' sola di tanto in tanto e quei vuoti li riempio con pagine scritte fittefitte, unica via di fuga quando i ricordi si fanno pesanti.
Stamattina sono andata in biblioteca a studiare. Stare sola, in silenzio a leggere. Fantastico. Bhè silenzio, ogni tanto questa piccola biblioteca di paese è presa d'assalto da vecchiette arzille alla ricerca di un qualche mattone d'amore degno dei feuilletton ottocenteschi. Già, non s'è ancora instaurato il regime del terrore in voga nelle biblioteche universitarie o cittadine, non c'è il vero Silenzio, quello che a tratti diventa assordante, paradossalmente. Qui si entra, anche solo per scambiare quattro chiacchere con la bibliotecaria, ex russista, tra l'altro.
Io entro, saluto, a volte mi siedo subito in quello che ormai è il mio posto, la mia sedia, dove posso allungare le gambe, e da dove riesco tranquillamente a prendere tutto quello che mi serve pur restando seduta: il dizionario, il monolingue, la mini enciclopedia chiarificatrice (Apollinaire... mmm, chi? Ah sì certo,
QUELL'Apollinaire). A volte invece vengo irrimediabilmente attratta dagli scaffali, quelli un po' più in là, dove ogni volta trovo dei veri tesori. La sezione russa, ma anche quella orientale, è una delle mie preferite, per non parlare poi di quella americana... quella inglese, invece, la snobbo un po', devo ammetterlo. Ecco è in quel momento che mi perdo, non faccio caso all'orario, cammino avanti e indietro, con il naso all'insù cercando di scovare quale libro mi sta chiamando, sfogliarne uno, riporlo, cercarne un altro, per poi tornare al primo... E così perdo delle mezzore buone di studio, ma così ricche di scoperte che in fondo ne vale la pena, anche se i libri sono sempre lì, allo stesso posto, ma, dio, sono talmente tanti, e tutti così evocativi... Sono andata alla scrivania della bibliotecaria con in mano
Un posto pulito, illuminato bene (Hemingway),
Nadia (Tahar Ben Jelloun),
Il paradiso degli orchi (Pennac); non ho mai letto nulla di Pennac. Mi vergogno. Volevo prendere anche il
Tonio Kroger, per rileggerlo... Circa 10 anni fa ho prestato la mia copia ad un amico e non l'ho più riavuta. Che peccato! Ma poi ho resistito. Magari la prossima volta che farò incetta...
E dicevo alla bibliotecaria che, wow, ogni volta mi sembra un mondo nuovo, quei pochi scaffali ben allineati coi libri sempre in ordine esercitano un'attrattiva straordinaria su di me. E lei ha detto una frase che mi ha fatta sorridere per quanto semplice: "E' vero, sembra di essere in una pasticceria".
Quale miglior paragone?
on Air:
La luce dell'est
Anche nel mondo accademico, se una persona è meravigliosa, rimane tale.
Grazie Prof.
Non ha idea di quanto Le devo.
La scuola è esperienza.
Mica normalizzazione.
tratto da
Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli
Non mi stancherò mai, mai, mai di ripeterlo!
Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose.
Paulo Coelho, L'alchimista
Cose che debbo assolutissimamente ripassare:
Le Guerre Puniche
Vita, morte e miracoli di Giulio Cesare
Dio mio,
che vuoto allucinante. Mi sono sentita un'ignorante patentata oggi pomeriggio -.-
Culturalmente parlando, a volte mi sento in colpa per ciò che non so ma che (secondo il mio cervello autogestito) dovrei sapere per essere degna della definizione di
essere pensante.
Ciò, contando che sul comodino oltre a
Il biglietto stellato in via di conclusione, ho
The curious incidente of the dog in the night-time,
Manuale del guerriero della luce,
Ricordi di un vicolo cieco e
Surrealismo - ribellione e immaginazione.
(Questo perchè sono così impaziente da ordinare 3 libri in biblioteca quando già ne ho in prestito due da una coppia di amici.)
I libri accumulati sul comodino mi hanno sempre fatto uno strano effetto: come fossero lì a puntarmi il dito contro per non avere abbastanza tempo per leggerli.
Sdeng. Sono matta.
Dunque.
A parte il fatto che a me stanno sul cazzo quelle madri che fanno dormire i propri figli nel lettone a vita e che rendono quelli che dovrebbero essere futuri uomini delle mezze seghe, oggi finalmente c'è il sole.
Detto ciò, ho una lunga lista di libri che voglio leggere o rileggere.
The Dubliners-
Middlesex -
Il Piccolo Principe-
Il maestro e Margherita-
Addio alle armi-
Il vecchio e il mare-
Per chi suona la campana-
Romanzo criminale-
Speriamo che in biblioteca li abbiano. Ho deciso che BASTA non si comprano + libri, nonostante siano la mia prima passione. Ma perchè spendere e spandere quando c'è una biblioteca ricca di in mix giusto tra novità e libroni polverosi a 100m da casa mia?
E dico ciò dopo che ieri, in autogrill ho comprato l'ennesimo libro consolatorio.
Libri e scarpe.
Ecco cosa mi rende felice.
-.-
Non aggiorno più, me ne rendo conto. Non aggiorno il blog, il blog alimentare, il mio amato blog sui libri. Zero voglia di scrivere, zero entusiasmo,
forse anche zero novità.
Sono un po' presa con lo studio, con la tesi, devo ammetterlo. E' davvero un lavoro, un impegno totalizzante quello della tesi (sempre se fatto con vero interesse, ci tengo a sottolinearlo, io non sono una da copia-incolla)...
Sono un po'
incazzata con me stessa per l'apatia che regna sovrana in questi giorni grigi, ma so anche che per le metereopatiche come me non è facile essere sempre energiche con pioggia e nebbia.
In compenso da ieri sera sono state ufficialmente aperte le danze degli aperitivi e delle cene natalizie con amici, mike e tribù...
Aperitivo alcoolico e primo scambio di regali...
Sto già pensando a come gestire le eventuali 'mance' (ma c'è qualcun'altro al mondo che le chiama così?) che riceverò da zii e parenti a natale... In primis,
un bel paio di scarpe nere, a punta tonda, con tacco largo. Sìsì, assolutamente necessarie! E poi... e poi... devo pagarmi la tassa di iscrizione per la laurea (quanto piace all'università rubare i soldi a noi, poveri studenti squattrinati!)
Per ora va bene così...
Devo SOLO organizzarmi come dio comanda, e niente sarà impossibile!
ah, dimenticavo: CERCASI DISPERATAMENTE TEMPLATE! Sono davvero stufa di questo!!!