Chi sono (?)

Utente: babystarsower
Nome: LaPam

25anni. Milanese. Single da un po', ma con mille questioni di cuore aperte. Un amore smodato per la lettura e le scarpe col tacco. Parlo di me, ma non solo. Parlo della mia vita, delle mie vittorie, e perchè no, anche delle mie sconfitte...

It's not easy to be me.

Ma in fondo, poi, non è mica tanto male!


♥LaPam... è tutta virgole e puntini di sospensione, è pura improvvisazione, è un brano di jazz.

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20/01/2008

'Cause this body is a priceless piece, of lovin' unconditionally!

Prima di conoscere Enzo non ero mai stata in grado di capire se e quanto fossi una persona affidabile. Ho sempre fatto dei gran casini in amore. Dei grandi, grossi, irrimediabili macelli, che di solito si conludevano con una litigata furiosa e violenta o nell'indifferenza più totale di uno sguardo assente, di un ultimo 'ciao' senza speranze. Macelli che ho chiamato storie, attrazioni, cotte, frequentazioni... e un paio di volte grandi, grandi amori. Amori però che non avevano trovato il modo e il tempo giusto per stabilizzarsi, rinfrancarsi. Amori che poi mi avevano fatta soffrire, che mi avevano stritolato il cuore, sia quando la scelta era stata dell'altro, sia quando a lasciare ero stata io. Una canzone dice: "You live, you learn". Ecco, in questo contesto potrei benissimo dire 'You leave, you learn'.

E tutte quelle relazioni più brevi, ma non meno significative se viste col senno di poi, in un modo o nell'altro mi hanno anche fatta crescere... Spesso ho sbagliato. Molteplici volte, nell'atteggiamento, nelle decisioni, nell'affrontare le conseguenze. Ho urlato, pianto, picchiato e non sempre ho creduto in me stessa come a volte ero convinta di poter fare. Mettevo sempre me al primo posto, e questo egoismo di fondo, che per lungo tempo ho definito autoprotezione, mal si legava alla parola Amore. E allora ho imparato a sacrificarmi, a mettere i bisogni dell'altro prima dei miei. Un compito difficile, un obiettivo quasi inimmaginabile, una sfida a due: me e il mio ego.

Quegli anni sono volati tra una riflessione intima e la pretesa della spensieratezza (post)adolescenziale. Non mi sono quasi mai pentita dei ragazzi che ho conosciuto, frequentato, baciato o amato: ho sempre vissuto ogni singola esperienza come un'emozione in più regalatami dalla vita stessa. Sono passati così gli anni del liceo, il primo fidanzato, i baci sul motorino sotto casa, la prima volta, le piccole grandi delusioni, i regali per san valentino, le parole dolci dette sussurrando, l'attesa di una telefonata che sembrava non voler arrivare mai, quel tocco di rossetto "mi faccio bella per lui"... Insomma, tutte quelle brevi e intense realtà che qualsiasi ragazza ha provato o vorrebbe vivere.

Solo che poi passavano le settimane, o i mesi quando andava bene, e sopraggiungeva la noia, l'abitudine, una sensazione di chiusura; come se avessi le ali tappate... E storie che all'inizio partivano in quarta d'un tratto apparivano pesanti e invivibili. Spesso la causa era una gelosia forsennata, che io mal sopportavo. Altre volte non si riusciva a scendere a patti, a trovare un compromesso in grado di rimettere in funzione quel marchingegno complesso chiamato da tutti passione. Ecco, l'ingrediente senza cui non posso stare. L'unico dettaglio che rende tutto più saporito, un istinto. Labbra che si sfiorano, mani che si intrecciano. E poi ancora, corpi sudati, letti disfatti. Come si può vivere un Amore vero e puro senza provare tutto questo?

Solo che si sà, la passione brucia in fretta, e troppo spesso ho sentito quel campanello di allarme, quella poca voglia di baciare che mi metteva in guardia, come se mi sussurrasse all'orecchio che 'no, non fa più per te'. E allora la fiducia, il rispetto, l'affetto, da soli non contavano più niente, non erano più sufficienti per farmi proseguire su quella strada, anche se la razionalità mentale avrebbe voluto, 'dai, sù, provaci ancora'.
Non ho pazienza. Questo è un dato di fatto che influenzava la durata delle mie frequentazioni, delle mie storie: i giorni sembravano anni, forse perchè vissuti (troppo?) intensamente.

Poi... Bhè poi è arrivato lui. E' stato così che tutti i miei pensieri, le mie speranze hanno preso forma, hanno preso vita. Lo ammetto: ho avuto paura che fosse un'altra storia già vista, trita e ritrita. Avevo paura di stancarmi, subito, soprattutto quando l'abitudine e la routine hanno fatto pericolosamente capolino dietro l'angolo, ma questa volta *noi* siamo stati più forti. E dire che di problemi ce ne sono stati fin troppi: vicende surreali, che farebbero storcere il naso alla più avventuriera delle persone. Sono rimasta spiazzata, allibita, delusa, convinta che il destino, fato o la casualità avessero mandato tutto a puttane anche in questo caso. Però ho imparato che a volte, anche i Grandi Amori sbagliano, inciampano, cadono rovinosamente. Successivamente, non ho capito il *suo* atteggiamento, l'essere stato poco chiaro con loro, con lui in particolare, il non avere parlato, spiegato... Ho pensato a parole come codardia, come paura. Ma alla fine non ho saputo darmi una spiegazione corretta e completa. In realtà, non so se ho già perdonato o se ci sto ancora lavorando sopra: ci sono degli attimi in cui penso di aver nascosto tutto in un angolo della mente perchè non c'era altra soluzione; il passato non si può cambiare: o lo si accetta o si scappa. Certo che anche il presente ha fatto abbastanza schifo: ma anche in questa sotto-realtà *noi* siamo stati più forti; come mi aveva consigliato una (nuova) amica, ho difeso il nostro rapporto, perché in tutto quel casino era l'unica cosa che avesse un valore. Soprattutto io non ho mai reputato fosse stata colpa mia, o cmq non ho mai pensato che fosse davvero una questione così rilevante. Per lungo tempo ho pensato che solo l'espressione assurdità potesse riassumere il tutto; poi ho intuito una verità assoluta: è un altro schema mentale di vita (per quanto poi la vita possa seguire delle vie preimpostate). Diverso dal mio che è una sorta di panta rei dell'amiciza. Tutto scorre, senza intoppi, senza magagne, senza cattiverie. I miei amici. Unici. Ecco l'unico aggettivo che ho per loro. Ci si vuole bene, ma siamo indipendenti. :) Ed è una sensazione piacevole, sapere che ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarmi ancora una volta quando combino i miei casini, quando piango, quando rido... sempre.

Credo di averne fatte tante di esperienze. Non belle. Semplicemente esperienze, che mi hanno demoralizzata o esaltata, segnata o rincuorata. Vita la chiamano.
Ma alla fine quel che conta è che stamattina, mentre facevo colazione con il mio amore, in una cucina ancora fredda per la nottata gelida, con mia madre ai fornelli e mio padre che chiaccherava, ho avuto solo una sensazione in mente: casa. A mostrarmi quanto io sia felice con lui.
Non sarebbe vero dire che lui mi ha insegnato molte cose: quel ruolo l'aveva già rivestito un'altra persona.
Enzo semplicemente mi ha aiutata a capire. Che è molto di più.

Perché come diceva Plutarco: "I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere".

postato da: babystarsower alle ore 14:51 | link | commenti (7)
categorie: uomini, pensierosa, facciamo i seri, lapam
15/01/2008

Ma non è giusto pensarTI stasera...

Sto leggendo un libro. Direte, che novità! Già... E' un libro apparentemente leggero, superficiale. Due scarpe con tacco a spillo in velluto rosa come copertina. "Voglio un mondo rosa shokking". Wow.
Cazzate, penserete. Solo una miriade di putthanate post-femministe, versione italianizzata di Sex&thCity. No. O meglio, non solo.

E capita che una sera di gennaio, su un autobus vuoto con la pioggia sul finestrino e della musica in sottofondo, un libro così ti accompagni nelle vie più tortuose dei tuoi pensieri, tra ricordi che vorresti smarrire e paure che non vorresti più provare.

"Ci siamo persi a parlare degli anno 80. Di quando eravamo piccoli e non potevamo giocare serenamente al parco perché << attenti alle siringhe , bambini!>>. A volte ti capitava di andare in giro e vedere uno che si faceva una pera, così in mezzo alla strada. Come se niente fosse. Probabilmente adesso non si buca più nessuno. L'eroina è meglio fumarla e tantissimi della nostra età si sentono dei fighi perché vanno alle feste e tirano su. Intanto i cervelli si sfasciano e gente che credevi intelligente si rincoglionisce." [...]
<<La maggior parte (di quelli che erano qui con noi, ndP) adesso sarà in qualche discoteca a calarsi. O se non c'è adesso ci sarà sabato. Milano è così: ti offre tutto. Nel bene e nel male. E tu non ci puoi fare niente!>>
<<Ma non è giusto...>>


No, non è giusto. Non è giusto per un cazzo.

Quanti ricordi che vorrei smarrire.
Quante paure che non vorrei più provare.

postato da: babystarsower alle ore 21:31 | link | commenti (2)
categorie: pensierosa, libri & co, lapam
06/01/2008

The first day of my new life

A minute past midnight
the countdown is over now

Another year has passed us by
a new year has just begun

Comacchio (+ BabboNatale in scala 1:Pam)





Mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare lì da te...



Ultimamente non parlo: dico solo "Uhhhhhh"


Prima e dopo l'alcoolismo



Prima e dopo l'alcoolismo - Parte Seconda


Cibo. Mmmmm.


Che fidanssssatini!


No comment! :D


E poi iO&Te (Shhhhh...)

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ps: Ma... detto questo: Luchino dov'era? Hihi, ppl.